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Euro: ecco perché l’unione politica è impossibile (Financial Times)

Pubblicato il 31 07 2012 alle 12:43 da Federica Agostini sul sito Forexinfo.it

Traduciamo dal Financial Times questo editoriale di Otmar Issing che spiega le ragioni per le quali l’unione politica dell’Eurozona sarà impossibile e, soprattutto, non sarebbe la misura risolutiva per la crisi.

E’ tutto perduto, dunque? O c’è ancora qualche speranza per l’Euro?

La storia recente ci insegna che l’idea di sostenere nel tempo l’unione economica e monetaria senza integrarla con quella politica è, senza dubbio, un’idea fallimentare.

Cosa implicherebbe l’unione politica?

L’unione politica implicherebbe, anzitutto, la fine degli Stati Nazionali.

Successivamente, dovrebbe essere creato un Governo Europeo, con nuovi poteri di tassazione e spesa pubblica, un corrispettivo parlamento Europeo e così via.

Ci sono diverse ragioni per le quali l’Europa -qualsiasi sia la sua definizione esatta ed il numero di membri- dovrebbe ambire all’unione politica.

Tuttavia, le basi per discutere le possibilità di un’Unione Politica Europea sono, al momento, tutt’altro che convincenti.

La cosa più strana, inoltre, è vedere politici stranieri ed esperti di economia spingere gli Stati dell’Eurozona a cedere parte del potere nazionale per favorire l’unione politica e, conseguentemente, preservare il collasso dell’unione monetaria che, altrimenti, avrebbe effetti devastanti su buona parte delle economie mondiali.

Ad ogni modo, l’unione politica sarà irraggiungibile almeno per ancora qualche anno. E, soprattutto, non potrà essere uno strumento di gestione della crisi.

Ecco perché in Europa non ci sarà l’unione politica

I bond

Cominciamo dai bond dell’Eurozona che comporterebbero tassi di interesse più alti per i paesi che godono di buona reputazione nei mercati finanziari.

Questo implicherebbe un trasferimento di denaro dei contribuenti che violerebbe il principio fondamentale della democrazia “no taxation without representation” (nessuna tassa senza la rappresentazione istituzionale).

Tale modalità varrebbe anche per tutte le forme di mutualizzazione del debito e, dunque, una proposta di questo genere difficilmente sarebbe la direzione giusta per la creazione di un’Unione Europea democratica.

L’Unione Bancaria

Anche l’idea dell’unione bancaria mostra dei punti deboli. Ci saranno seri dubbi riguardo alla possibilità che l’unione monetaria possa essere accompagnata dall’integrazione dei mercati finanziari. Il concetto di unione bancaria si poggia sulle competenze Europee per la supervisione del settore, sull’esistenza di schemi risolutivi e sui depositi assicurativi.

In qualsiasi caso, gli ultimi due elementi indicati hanno bisogno di poggiare su una solida base fiscale e non possono prescindere dall’unione fiscale e, conseguentemente, da quella politica.

Una risistemazione del settore bancario dovrebbe procedere con l’introduzione di un fondo di risoluzione Europeo ed un fondo assicurativo per i depositi. Se così non fosse, i fondi verrebbero semplicemente “condivisi”, destando clamore nei paesi che, effettivamente, verrebbero espropriati.

Perché l’unione politica non risolverebbe la crisi

L’unione politica non è la soluzione alla crisi; ogni misura che avvicinerebbe a tale unione sarebbe inconsistente e pericolosa, implicando seri rischi finanziari per alcuni membri che, non solo minerebbero gli sforzi compiuti nella direzione dell’unione politica, ma distruggerebbero l’idea fondamentale alla sua base e cioè l’identificazione della popolazione nell’idea Europea.

Il collasso dell’Eurozona è inevitabile?

Il rischio di collasso, ormai, non può più essere negato, ma c’è anche un’alternativa.

L’Eurozona è fondata su una serie di trattati ed accordi che, fino ad oggi, sono stati più volte rotti con la conseguente perdita di credibilità della classe dirigente. La fiducia può essere ritrovata? Un’unione monetaria di stati sovrani non può funzionare senza che ogni Paese si renda responsabile per le sue politiche. L’assistenza finanziaria dev’essere basata su strette condizioni e a tassi di interesse fissi che non contrastino con il processo di riforme. Solo in questo modo l’unione monetaria potrebbe sopravvivere senza l’unione politica.

Dopo tante esperienze scoraggianti, forse è sciocco credere che la situazione possa essere ripresa? E, se non sono credibili le basi su cui poggia l’Euro (i vari trattati infranti), com’è possibile credere nell’ambizioso piano dell’unione politica e bancaria? Porre il futuro dell’Eurozona e dell’economia mondiale su questo sentiero potrebbe essere più pericoloso del previsto.

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