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ONESTA’!!! QUESTA E’ LA PAROLA CHIAVE PER SALVARE L’ITALIA!!

Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di gente più onesta”
(Benedetto Croce)

Il politico onesto è sincero, non inganna, non approfitta del suo ruolo per interessi personali, non corrompe né si lascia corrompere. Per lui l’onestà (dal lat. honestas=onore) è proprio una questione d’onore e di dignità personale; avverte la disonestà come un venir meno a se stesso prima ancora che agli altri.
Oggi siamo tentati di definire “utopica” la condizione di chi, impegnato in politica, riesce a svolgere onestamente il suo lavoro.
L’idea che abbiamo oggi della politica è, purtroppo, viste le ultime vicende, quella di un’attività di governo basata sull’inganno, la slealtà, la corruzione.

Come il Principe di Machiavelli, il politico attuale dimostra una ricorrente inconciliabilità tra politica e onestà, poiché, per raggiungere finalità sociali che si impongono come necessarie, è obbligato talvolta a comportamenti condannati dalla morale comune, come la frode, il raggiro, il tradimento.
La corruzione ha la meglio quando le istituzioni pubbliche diventano preda di logiche partitiche o di schieramento, quando gli amministratori pubblici rispondono a interessi di parte prima che alla popolazione del territorio e alle sue legittime aspettative. Dal canto suo, una popolazione è sana quando sa opporsi alla disonestà e rivendica democraticamente il diritto di essere governato da persone competenti e oneste, animate dalla passione vera e sincera di servire la comunità.
E’ necessario quindi che il cittadino, singolo o associato, si riappropri della politica.
E’ fin troppo evidente che i partiti, da mediatori tra stato e cittadino, hanno sequestrato monopolisticamente, la sfera della vita pubblica.
D’altra parte l’obiettivo non la contrarietà ai partiti o agli schieramenti, ma la conversione all’onestà.
E’ determinante, dunque, che al cittadino sia data l’effettiva possibilità di scegliere le persone che, per orientamenti e comportamenti personali, garantiscano che i valori social siano non soltanto difesi nelle sedi dei partiti e delle istituzioni, ma anche vissuti da chi è chiamato a rendere il proprio servizio nell’attività politica. La moralità della democrazia rappresentativa, infatti, sta, sì, nel programma dei partiti ma, più in particolare, nei nomi e cognomi delle liste. La realizzazione del programma e la sua credibilità sono affidate al comportamento dei singoli deputati; la positività di una legislatura è legata soprattutto alle capacità politiche e morali degli uomini e delle donne che la costituiscono. Non basta infatti che il partito metta a programma un insieme di obiettivi ad alto contenuto sociale, quali, per esempio, la difesa dall’inizio al termine naturale dell’esistenza, la promozione di una politica familiare nell’attuale contesto socio-culturale, la solidarietà sociale verso i ceti più deboli e bisognosi: simili traguardi non avranno mai una sufficiente traduzione nella prassi se prima non sono nelle coscienze delle persone.
E’ decisivo, pertanto, scegliere uomini e donne che abbiano competenza e conoscenza dei meccanismi pubblici, attenzione e sensibilità ai processi evolutivi dell’economia e della società. Ma è ugualmente decisivo scegliere uomini e donne che hanno sempre avuto, e continuano a coltivare, un alto senso di onestà, legalità, coerenza. Competenza e onestà devono andare di pari passo. Se un politico o un funzionario pubblico non è onesto, anche l’eventuale competenza è tentata di piegarsi facilmente a interessi individuali o di partito, anziché al bene della collettività.
A questo proposito è sempre attuale l’art. 54 della Costituzione italiana: “I cittadini cui sono affidati funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. Articolo che dovrebbe essere sempre tenuto presente sia da esponenti laici, come da religiosi.
Per far risorgere l’italia oggi è necessario chiamare a raccolta coloro che credono che la politica abbia bisogno del proprio contributo e che questo debba essere disinteressato, ovvero ispirato non dal guadagno di poltrone o prebende, ma da ben altre intenzioni, da ben altri principi, da altre convinzioni; l’italia ha urgente bisogno di politici onesti, con buona pace di tanti affaristi disonesti!
Anche per il tempio della politica è arrivato il momento della cacciata dei mercanti e dei profanatori! (Di Marina Pitone sul sito dietrolequinte del 06.10.2012 con il titolo QUALE ONESTA’ PER LA POLITICA?)

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