Monti in bilico, cronaca di una giornata convulsa per Piazza Affari

Draghi non ha fatto il regalo di Natale all’Eurozona, ma le borse europee hanno comunque spuntato un segno positivo alla fine della seduta (+1,07% il Dax, +0,31% il Cac40 e +0,16% il Ftse100), rincuorate dagli indici azionari statunitensi in rialzo grazie ai titoli del settore tecnologico (+0,73% il Nasdaq Composite).

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,75%, all’1,50% e allo 0%.

Per la prima volta dall’inizio della crisi finanziaria, la Banca centrale europea “non ha fatto nessun regalo ai mercati finanziari e all’economia dell’Eurozona”, tagliando i tassi o lanciando misure straordinarie di stimolo, ha commentato Carsten Brzeski, economista di Ing.

“Il fatto che la Bce abbia lasciato i tassi invariati dopo le forti revisioni al ribasso sulla crescita e sull’inflazione”, annunciate oggi, “mostra che la Bce preferisce stimolare l’economia con misure non standard e non con ulteriori tagli dei tassi, visione supportata dalla decisione dell’Eurotower di proseguire con le operazioni di rifinanziamento con la procedura di full allotment almeno fino a inizio luglio 2013”.

Un taglio dei tassi non è del tutto escluso, ma richiederebbe un peggioramento significativo dell’economia. Anche il Comitato di politica monetaria della Bank of England ha deciso lasciare invariato il programma di allentamento quantitativo a 375 miliardi di sterline e il bank rate stabile allo 0,5%.

Milano è stata l’eccezione (-0,75% a 15.835 punti) in Europa a causa dei venti di crisi sul governo Monti dopo che il Pdl non ha votato la fiducia al decreto Sviluppo al Senato, reclamando le dimissioni del ministro Passera. Il Pd ha chiesto al premier di riferire al Capo dello Stato, parlando di “gesto irresponsabile”. E nelle prossime ore non è escluso un faccia a faccia al Colle tra Monti e Napolitano, anche se al momento in agenda non è previsto alcun incontro.

Questa la cronaca di una giornata convulsa per Piazza Affari, iniziata bene e finita male anche per lo spread Btp/Bund che si è allargato fino a quota 330 punti base (tasso al 4,59%). Ne hanno fatto le spese le banche: Unicredit ha perso l’1,02% a 3,69 euro, Intesa Sanpaolo l’1,37% a 1,29 euro, Monte dei Paschi il 2,44% a 0,2075 euro, Ubi Banca il 2,77% a 3,08 euro e la Popolare di Milano l’1,5% a 0,4079 euro.

Sono servite a poco le rassicurazioni arrivate dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e dal ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, secondo il quale l’Italia non è nel baratro, ma “bisogna stare sempre attenti e impegnati e continuare a proseguire con serietà il nostro lavoro” per riformare il Paese. Grilli non si è però sbilanciato sull’eventualità che, dopo il voto di oggi in Senato, si arrivi alla crisi di Governo: “non sono in grado e non è mio ruolo”, ha detto, “commentare le decisioni dei partiti che ci sostengono”.

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