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GIORGIO BOCCA: Un giornalista bevitore e partigiano!!!

Alla veneranda età di 91 anni, come noto, si è spenta l’esistenza del giornalista Giorgio Bocca. I commenti, tutti o quasi tutti, rigorosamente favorevoli, si sono sprecati. Come anche le omelie di elogio ad defunto, in piena contravvenzione al Catechismo ed al Codice di Diritto Canonico in materia di Esequie funebri. Ma chi era Bocca? Un uomo dalla penna brillante e fertile questo, certamente sì, ma anche dal passato contraddittorio. Ha aderito alla Gioventù Fascista, persino al Manifesto della razza, successivamente combattendo il fascismo.

Nel corso della sua esistenza, è passato  dalla Lega, ha collaborato a Mediaset e poi è sfociato nel gruppo Repubblica ed Espresso, gettando veleno su Berlusconi ed in generale sui moderati. Non si può dunque affermare che ebbe la dote della coerenza. Del resto, e non ne faceva mistero, Bocca era amante del buon vino, come un altro giornalista di spicco: Brera. In tutta sincerità, non ho mai amato …

… Bocca che consideravo una sorta di scrittore da salotto, abile nel mettere la sua cultura al servizio dei potenti e di chi  secondo lui, avrebbe comandato.

Le intere pagine dedicate ad uno che, francamente, non ne valeva la pena e sulla cui morte neppure era il caso di sciupare tanto inchiostro, dimostrano quello che ho appena detto.

Si è scritto di un Bocca partigiano, sepolto al canto di Bella Ciao. Ed è vero. Bocca è stato organico alla Resistenza e dei partigiani, ma qui viene il punto.

Che cosa fu, in parte, la resistenza?

Per qualche verso, un fenomeno positivo, ma per tanti negativo. La resistenza si identificò con l’opposizione al legittimo regime fascista, mandato al governo con voto popolare  e comunque promotore di tante buone e valide iniziative.

Mussolini, nonostante gli errori commessi, conseguenza delle congiunture storiche, fu grande statista e non fu per nulla il male assoluto, pertanto merita giusta rivalutazione.

La resistenza, un vecchio mito tutto comunista e nostalgico, fu, di fatto, una guerra civile e come in ogni guerra civile, anche i partigiani risultarono assassini  e addirittura spietati nelle loro imprese, al pari di coloro che combattevano.

Bocca, fu organico alla Resistenza ed il Bella Ciao, mantra comunista e canzoncina da quattro soldi che ha stancato, lo dimostra.

Dunque a Milano è stata data sepoltura ad un bravo giornalista (nel senso dello stile), ma anche ad uno che si macchiò delle conseguenze crudeli e talvolta “criminali” della Resistenza.

Per non dimenticare, basterebbe ricordare la barbara morte di Mussolini che non fece onore alla Nazione.

Indovinate chi era presente ai funerali? Lo staff di Repubblica, il sionista Lerner e, immancabile, è arrivato l’elogio dell’altro sommo liturgista della resistenza : Napolitano.

Pace all’anima del defunto.  Bruno Volpe su Pontifex Roma

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