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La storia infinita dei nostri Marò….

marI nostri due Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono ancora detenuti in India, nelle mani di una nazione che non fa di meglio che rimpallare il caso da un’istituzione giuridica all’altra.

L’India è un paese bellissimo, con 1,3 miliardi di abitanti, dalle tante etnie e religioni, dalle mille contraddizioni. Non ultima, visto che parliamo di una vicenda accaduta nell’ambito della lotta alla pirateria, quella di essere uno dei paesi firmatari del trattato Unclos (United Nations Convention on the Law of the Sea), ovvero la “Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”. Massimiliano Latorre, 44enne di Taranto, e Salvatore Girone, 34 anni, di Bari, giocatore di Rugby, sono Fucilieri del Reggimento “San Marco” della Marina Militare; fanno parte di un nucleo di protezione formato da militari altamente specializzati. I nostri due ragazzi, in forza a Brindisi, erano imbarcati sulla petroliera italiana ”Enrica Lexie”; sono stati accusati di omicidio per l’uccisione, durante un’azione antipirateria, di due pescatori indiani scambiati per pirati.

Secondo il rilevamento effettuato al momento dell’accaduto, il cargo italiano si trovava a 33 miglia dalla costa, in acque internazionali, per cui, per “diritto ultraconsolidato”, l’India non può perseguire nessuna ipotesi di reato. Secondo la legge indiana, l’articolo 302 del codice penale prevede per l’omicidio pene severe, fino a quella di morte; inoltre, Girone e Latorre sono al centro di una campagna mediatica estremamente sfavorevole, che sembra averli già condannati. La presenza di militari a bordo di navi mercantili è regolata da una specifica legge italiana che si uniforma ai protocolli internazionali e alle risoluzioni delle Nazioni Unite in materia di lotta alla pirateria.

Oltretutto, i militari sono organi dello Stato italiano, pertanto godono dell’immunità, il che li esime dall’essere giudicati da uno stato straniero. Il personale della Marina Militare Italiana a bordo dell’”Enrica Lexie” ha seguito rigorosamente le regole di ingaggio; il comandante della nave, Umberto Vitelli, è stato indotto, con la scusa del riconoscimento di un peschereccio armato (presumibilmente quello dell’abbordaggio indicato dai fucilieri) a portare il cargo nel porto di Kochi, consegnando di fatto Latorre e Girone alle autorità indiane. Riguardo questo punto, è lecito chiedersi chi abbia impartito questa direttiva e perché. Per gli indiani sarà karma, ma a noi sembra una grande farsa, una farsa dove i tanti interpreti, non solamente indiani, rimangono attoniti sulla scena.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono stati arrestati illegittimamente, sono detenuti e giudicati impropriamente, nell’assoluto disprezzo del diritto internazionale, nel silenzio dell’Ue, dell’Onu, del trattato Unclos, e così via. E l’Italia? L’Italia, quella della gente, grida, s’indigna, protesta e chiede il rilascio dei nostri ragazzi. Quella delle Istituzioni, invece, tratta, non fa la voce grossa, permette che il Festival del Cinema di Venezia cominci con un film prodotto in India. Sarà perché l’Italia non ha peso in campo internazionale? O, piuttosto, perché gli interessi commerciali sono più importanti? Più importanti dei nostri militari di protezione antipirateria che combattono il diffuso fenomeno di banditi che attaccano e sequestrano mercantili per poi chiedere un cospicuo riscatto?

I fatti avvenuti in prossimità delle acque indiane, in mare aperto, sono regolati da una convenzione firmata sotto l’egida delle Nazioni Unite che rappresenta una forma scritta di Diritto internazionale che regola giuridicamente l’Alto Mare. La missione navale Atlanta Ue in atto della zona del Corno d’Africa, ha un costo di 720 mln di euro suddiviso tra i Paesi partecipanti; le nazioni maggiormente interessate e danneggiate dalla pirateria, poi, sono proprio quelle che non vengono gravate dai costi delle missioni; in una simile crisi, anzi, se ne lavano le mani o, peggio, ne osteggiano la risoluzione, come sta facendo l’India in questo momento.

Il Governo italiano dovrebbe proteggere in nostri fucilieri Latorre e Girone, perché militari italiani in missione, non carne da macello. Dovrebbe mettere in atto contromisure e ritorsioni commerciali, intensificare le proteste diplomatiche e, se tutto ciò non bastasse, extrema ratio, andare a riprenderseli. Invece, li ha mandati nelle fauci del lupo. Poi, alla fine di questa brutta vicenda, dovrebbe, almeno, chiedere scusa a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, alle loro famiglie e al Paese intero. (di Marinella Tomasi il  04-09-2012 dal sito Dietrolequinte!!)

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