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Monti, Imu e pensioni d’oro, dove è l’equità? Ora vergognati anche tu!!

Monti batte i pugni sul tavolo, facendo appello a questioni morali sul pagamento dell’Imu, e arrivando a parlare di giustizia, quando in realtà si tratta di una questione meramente economica, perché il pagamento della “tassa sulla casa” è ciò che ha dato credibilità alla sua manovra Salva-Italia, così come egli stesso l’ha definita. Ancora una volta si torna a parlare di giustizia ed equità, con parole al fumogeno che nascondono quegli sporchi trucchetti di interesse personale a cui nemmeno questo governo tecnico a quanto pare  è rimasto immune.

Ed è stato solo grazie all’intervento di Idv e Lega all’opposizione se l’emendamento sostenuto e protetto da questo governo sulla difesa delle pensioni d’oro non è passato al Senato due giorni fà.

Se il governo l’avesse spuntata i manager dell’amministrazione pubblica sarebbero stati “salvati” dalle norme sulle nuove e future pensioni, portando a casa le pensioni pesanti, anzi pesantissime, per le casse dello Stato. Si parla tanto di necessità di risparmiare, ma a conti fatti quando si tratta di difendere il proprio campicello a nessuno, tanto meno a quelli che di problemi di soldi non ne hanno di certo, e che hanno già munto dallo Stato l’inimmaginabile, ci si mette tutti dalla stessa parte. Uno schiaffo a chi non saprà se poter pagare la stessa discussa Imu.

Il senatore della Lega Nord Sandro Mazzatorta spiega che “Con il decreto salva-Italia chi chiudeva la carriera nella Pubblica Amministrazione in un paio d’anni senza cambiare l’attuale incarico, perdeva sì la differenza tra il vecchio stipendio e quello nuovo ma i contributi versati anche dopo la norma del taglia-stipendi, potevano, con questa norma scritta da una mano molto scaltra e piazzata in tempo giusto, essere tarati sui vecchi stipendi e non sul nuovo, cioè’ su quello ridotto”.

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