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Nuovi domini internet dell’Icann: sarà vera rivoluzione?

Nuovi domini internet dell’Icann: sarà vera rivoluzione?

Il prossimo 12 gennaio, forse, comincerà una nuova rivoluzione per il web. Ci sarà tempo, infatti, fino ad aprile 2012, per le aziende ed istituzioni che vorranno creare un proprio suffisso internet e personalizzare l’estensione del loro sito. Questa decisione presa dall’ICANN consentirà la nascita di nuovi suffissi come .microsoft, .coke, .love, .Roma. Terminazioni di domini che andranno a sostituire, o forse a competere, con gli storici e ben noti suffissi, come il “.com”.

Cosa cambierà praticamente per gli utilizzatori del web? Che si potranno imbattere in nomi di dominio del tutto nuovi, caratterizzati da innumerevoli terminazioni (quasi tutte le parole) ed in qualsiasi lingua. Così mentre la ricerca dei domini liberi diventa sempre più complicata per una nuova azienda che si affaccia sul web, giunge ora una nuova possibilità proprio dall’ampliamento delle estensioni dei Top Level Domain (TLD) di primo livello dalle attuali 22 ad un numero infinito di possibilità.

L’accoglienza della decisione messa in campo dalla ICANN sembra aver riscosso maggiore interesse tra le istituzioni che tra le imprese: già molte sono le città che hanno dichiarato interesse verso i nuovi domini di primo livello. Diversa sembra essere la posizione delle aziende.

Delle 126 richieste giunte all’ICANN si nota una predominanza di citta ed una evidente tendenza ‘geografica’: gli Stati Uniti a fine ottobre primeggiavano con 10 progetti di estensione presentati, seguiti dalla Germania (8 richieste).

Del totale delle richieste giunte, circa 60 provengono da settori commerciali o comunità di interesse vario (sport, sanità, turismo, ecc.). Non così bene vanno invece le richieste delle aziende e dei brand commerciali, il target principale dell’iniziativa di estensione dei domini. Per qualcuno potrebbe trattarsi di semplice tattica: le imprese potranno decidere di presentare propri progetti quasi sullo scadere del termine fissato dall’ICANN per la presentazione delle candidature. Fa eccezione la Canon, tra le poche società ad aver indicato pubblicamente il proprio interesse.

Permangono comunque i dubbi del mondo imprenditoriale, innanzitutto per i prerequisiti tecnici e finanziari indicati dall’Icann: alle aziende sono richiesti impegni precisi a garanzia del mantenimento dell’estensione, perché a differenza dei classici nomi di dominio, le nuove estensioni verranno inserite nella ‘root’ del web e diventeranno quindi una vera e propria ‘parte di internet’.

Inoltre vi è il timore che si possano originare fenomeni diffusi di violazione della proprietà individuale, per i quali l’Icann stabilisce la messa all’asta del suffisso conteso. Infine, viene posto sotto accusa anche costo a carico dei candidati per presentare le domande. Proprio per scoraggiare usi illeciti delle nuove estensioni personalizzate, come l’acquisto di domini da parte degli immancabili furbetti come .appple o .nutela, l’ICANN ha imposto un costo di ben 185 dollari per il candidato. Importo che corrisponde al ‘trattamento amministrativo’ dei dossier presentati al vaglio dell’associazione.

Perché si possa parlare di successo per questa iniziativa sarà necessario raggiungere la soglia delle 300 domande che, quando tutte le richieste saranno esaminate, forse un anno di tempo, daranno vita ad un vero e proprio nuovo ciclo di internet. Se però questo numero non venisse raggiunto, allora ci saranno gli estremi per valutare questa iniziativa del tutto fallimentare.
Fonte:spazioimpresa.biz

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