Scegli la tua lingua

Slideshow

Articoli per Categoria

 VARIE (3)
 POLITICA (72)
 POESIE (1)
 FONDI LT (8)

APPARIZIONE DELLA MADONNA DE LA SALETTE

IL DISCORSO DELLA LUNA

IL PAPA E LA MAFIA

Categorie

Condividi su Twitter

Archivi

“Piccolo tsunami” nel Tirreno, il mare impazzito per tre ore

A un certo punto, erano le 9.30 di giovedì mattina, il mar Tirreno si è ritirato. Dalla Sicilia fino alla Liguria. Venti metri indietro , per poi ritornare sulla battigia accompagnato da un’onda alta quasi un metro. E così è stato, ogni cinque minuti, per tre ore. Fino a dopo mezzogiorno, fino a quando non è terminato il temporale.

Il fenomeno, misterioso quanto suggestivo, è stato visto a occhio nudo – e fotografato – sulla coste di Crotone, Napoli, Nettuno, Gaeta e Sperlonga. Una decina le segnalazioni arrivate al sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Diverse anche le chiamate alle capitanerie di porto interessate da quello che gli esperti hanno già ribattezzato lo tsunami like, anche se non ha origine né vulcaniche né sismiche, ma atmosferiche.

L’onda anomala non ha provocato danni, al massimo un po’ di paura. Quasi nessuno in Italia se n’è accorto. Ecco perché la Protezione civile ci è andata con i piedi di piombo: zero comunicati di allerta diramati e nemmeno è stato detto ai bagnanti di abbandonare la spiaggia per non creare ripercussioni sulla stagione balneare in corso. E non a caso, quindi, se la notizia è stata diramata solo ieri, due giorni dopo il fatto. I mareografi dell’Ispra (Istituto per la protezione e le ricerche ambientali) però sono immediatamente scattati all’impazzata, segnalando il moto ondoso da Palermo fino a La Spezia.

Ma cosa è successo di preciso e perché? All’inizio il fenomeno è stato messo in relazione con una frana avvenuta all’isola di Ponza per alcune scosse telluriche. Secondo i rilievi dell’Ingv si esclude che il fenomeno sia stato provocato da attività sismica o vulcanica nell’area, in quel periodo assente. Solo nella tarda serata di giovedì, infatti, c’è stata infatti una scossa di magnitudo 4.1 e al largo dell’isola di Ischia. Dall’Ispra, poi, hanno cercato una spiegazione nell’effetto marea, anche se quei moti ondosi durano più ore e dipendono dall’attrazione gravitazionale della luna.

Sicché, al momento, l’ipotesi più accreditata sulle cause della variazione del livello del mare sia legata all’influsso di una perturbazione atmosferica di origine nord-africana. «Serviranno comunque – ha spiegato Silvano Meroi, direttore del settore Rischi naturali della Protezione civile – studi molto approfonditi da parte dell’Ispra per capire bene quello che è successo. Di certo – ha aggiunto – la stazione mareografica di Anzio ha registrato un moto ondoso anomalo che si è sovrapposto ad uno di marea: complessivamente la variazione del livello del mare è stata di circa cinquanta centimetri, dei quali una trentina sono attribuibili all’anomalia. Ora vorremmo comprendere con esattezza perché si è verificato questo fenomeno».

Come accade sempre più spesso davanti alle bizze della natura anche la Rete ha fatto la sua parte. I testimoni dell’onda anomala hanno avuto il tempo di tirare fuori il cellulare per immortalare il mare che «andava avanti e indietro», lasciando la battigia scoperta per alcuni minuti, per poi ritornare a cavallo di violente onde. «Stranissimo, non è uno tsunami ma è stranissimo!», ha scritto su Facebook Antonio come didascalia della foto ricordo postata dalla costa di Sperlonga.

In attesa di arrivare a una causa scientificamente provata, in soccorsi degli studiosi c’è un precedente ben più spaventoso di quanto accaduto giovedì scorso. Risale al 1978, nell’Adriatico le onde si gonfiarono fino a toccare i tre metri di altezza per infrangersi poi sulle coste della Croazia: vennero evacuate case e stabilimenti. Il mare portò paura e distruzione. Per non creare allarmismi, sempre dalla Protezione civile fanno notare che sulla costa siciliana, tra Mazara del Vallo e Pozzallo, questi moti sono frequenti anche se quasi mai visibili all’occhio umano: li chiamano Marrobbi.

Simone Canettieri su Il  Messaggero del 15.07.2012

Articoli Correlati:

Leave a Reply