05 Settembre 2012: Pillole dai mercati

05 settembre 2012: Pillole dai mercati
Mercato europeo
Nella giornata di ieri i mercati hanno chiuso per la maggior parte al ribasso, con i nuovi dati in arrivo dagli Stati Uniti che hanno dato uno scossone ai mercati, oltre alla lettera trapelata inviata dalla Troika riguardante la situazione in Grecia. L’unico punto luminoso è stato il Regno Unito, che ha assistito ad un’espansione dei servizi in seguito ai Giochi Olimpici. La Bank of England, che ha lavorato duramente per rovesciare la recessione, potrebbe trovarsi davante alla situazione giusta per non implementare nuovi alleggerimenti nella decisione sui tassi si interesse di domani. La coppia GBPUSD ha ceduto leggermente terreno, chiudendo a -0.04%, a quota 1.5865, mentre l’EURUSD è scesa nuovamente sotto l’1.26, chiudendo a 1.2540. Gli indici azionari hanno chiuso al ribasso, guidati dal CAC 40 francese, che cede il -1.58%. L’FTSE 100 e l’OMX svedese hanno perso rispettivamente il -1.50% e il -1.31%. Il DAX tedesco ha sovraperformato, chiudendo a +0.73%.
Mercato asiatico
Con la ripresa globale che mostra segnali di cedimento, i dati in arrivo da Cina e Australia continuano a puntare verso un marcato rallentamento. I dati sul PIL australiano hanno deluso le aspettative, con l’indebolimento del settore abitativo che ha contribuito al declino. Le aspettative erano per una crescita dello 0.70%, mentre il dato registrato è stato pari allo 0.60%. I trader si stanno focalizzando sulla prossima decisione dei tassi di interesse da parte della RBA, e le aspettative sono che la Banca Centrale ridurrà ancora una volta i tassi per contenere il rallentamento dell’economia. L’AUDUSD perde il -0.08%, scambiata a quota 1.0217, dopo aver toccato il minimo a 1.0190, mentre l’NZDUSD e l’USDJPY sono leggermente al rialzo e guadagnano rispettivamente il +0.05% e il +0.03%. Gli indici azionari sono stati sballottati, con l’Hang Seng che cede il -1.05%, mentre il Nikkei e l’ASX australiano perdono rispettivamente il -0.83% e il -0.82%.
Mercato statunitense
Deboli dati sull’ISM hanno contribuito ad un indebolimento degli indici azionari globali, con i trader che continuano a scommettere che ulteriori misure di stimolo e alleggerimento siano dietro l’angolo. Il dollaro e le treasury sono tornati alla ribalta come beni rifugio, con flussi di investimenti che tornano a dirigersi verso asset denominati in dollaro. L’indice del dollaro DXY ha guadagnato il +0.18%, salendo a 81.460, mentre le materie prime, incluse oro e petrolio, hanno perso terreno in seguito alla pubblicazione dei dati. Il petrolio è sceso da oltre $97 al barile a meno di $95, prima di rimbalzare oggi a $95.33 al barile. I principali indici azionari hanno chiuso contrastati, con il listino tecnologico del Nasdaq che ha sovraperformato, guadagnando il +0.26%. Il Dow Jones è risultato l’indice più debole, cedendo il -0.42%, mentre lo S&P 500 ha chiuso a -0.12%. Per quanto riguarda le materie prime soft, il cacao ha guidato le materie al ribasso, cedendo il -2.26%, mentre lo zucchero cede il -2.22%.

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