17 Settembre 2012: Analisi dei mercati

17 Settembre 2012: Pillole dai mercati
La decisione del FOMC della scorsa settimana e le successive dichiarazioni di Bernanke hanno spinto i mercati al rialzo. Gli asset rischiosi sono saliti a livello globale, con le banche centrali che hanno iniziato ad introdurre nuovi stimoli. La Cina ha introdotto un pacchetto di $150 miliardi per le infrastrutture, mentre la BCE ha dato il via al piano di acquisti di asset “illimitato” di Mario Draghi. Crescenti pressioni da parte di autorità del governo, investitori ed economisti, che chiedevano a gran voce a Ben Bernanke di agire, hanno portato ad un nuovo ciclo di alleggerimenti quantitativi.
Formalmente conosciuto come QEIII, questo programma differisce sensibilmente dai programmi annunciati in precedenza. Per prima cosa, non è stato stabilito un tempo limite, dando per implicito che il programma sia illimitato, come il nuovo programma di acquisto bond della BCE annunciato di recente. Tuttavia, proprio come il programma di acquisto asset della BCE, che è limitato in quanto non vi sono fondi disponibili illimitati per l’acquisto del debito sovrano, non vi sono fondi illimitati per gli alleggerimenti quantitativi. Con l’avvicinarsi del termine dell’operazione “twist”, questo significa che l’aggiunta annuale al bilancio della Fed è pari a $1 trilione.
La domanda alla quale non è ancora stata data una risposta rimane quella se il nuovo meccanismo di alleggerimenti darà una spinta all’economia statunitense. Vi sono due correnti di pensiero. La prima è dell’idea che gli alleggerimenti quantitativi assisteranno l’economia reale grazie al cosiddetto effetto trickle down con effetti che includono la riduzione della curva dei rendimenti dei titoli a lunga scadenza in un tentativo di promuovere investimenti a lungo termine dalle aziende. Questi guadagni in arrivo dagli investimenti avranno a loro volta un effetto a cascata sui consumatori medi, dal momento che una ripresa degli investimenti delle aziende viene percepita nell’economia reale. In realtà, guardando alle precedenti performance, è avvenuto il contrario: le imprese non hanno assunto come previsto, mentre le corporazioni hanno accumulato liquidità ed hanno evitato nuovi investimenti

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