24 Settembre 2012: Pillole dai mercati

24 Settembre 2012: Pillole dai mercati
Mercato europeo
Mentre Draghi ha agito per ristabilire la fiducia nella BCE, i politici europei stanno ancora litigando su come implementare ulteriori supervisioni bancarie all’interno dell’area economica. La maggiore divisione rimane quella tra Germania e Francia, per le quali il disaccordo è cresciuto a pari passo con il programma. Nonostante questi disaccordi, il governo greco dovrà a breve richiedere un nuovo salvataggio, mentre le incertezze rimangono legate alla richiesta di salvataggio da parte di Italia e Spagna. I principali indici azionari europei hanno chiuso per lo più scambiati al rialzo, guidati dall’IBEX spagnolo che guadagna il +2.60%. Anche il MIB italiano ha registrato una forte crescita, chiudendo la seduta a +1.02%, mentre l’Euro Stoxx 50 ha guadagnato il +0.94%. La coppia EURUSD ha ceduto il -0.22%, a quota 1.2952, mentre la GBPUSD ha chiuso la seduta scambiata a -0.07%.
Mercato asiatico
La fiducia che circonda le manovre contro la crisi del debito messe in atto dalla leadership europea hanno spinto al ribasso la maggior parte dei mercati asiatici, con le preoccupazioni legate alla produzione e alle vendite che aumentano. Nello specifico l’Australia rimane il paese più colpito dalla crisi, dal momento che il suo più importante partner commerciale, la Cina, sta affrontando diversi ostacoli che minano lo sviluppo. Questa situazione deriva anche dal rallentamento cinese, che sta influenzando i prezzi dei minerali ferrosi in Australia, che si prevede abbasserà i tassi di interesse per alleviare un dollaro australiano caldo. L’ASX australiano ha ceduto il -0.48%, dal momento che le riserve minerarie hanno registrato i crolli più decisi fino ad ora. Anche il Nikkei si è indebolito e ha ceduto il -0.34%, mentre l’Hang Seng ha sovraperformato rispetto agli altri indici, guadagnando il +0.07%. L’AUDUSD è scambiato al ribasso del -0.31%, a quota 1.0425, mentre la coppia NZDUSD ha ceduto il -0.55%, scambiata a quota 0.8246.
Mercato statunitense
Con gli investitori che globalmente stanno esplorando diversi tipi di beni rifugio con la liquidità disponibile, nello specifico le Treasury statunitensi hanno beneficiato del rinnovato interesse degli investitori statunitensi nel debito americano. I trader così come gli investitori non sono così preoccupati dei bassi rendimenti, quanto lo sono di preservare i propri fondi. Queste preoccupazioni sono nate in seguito all’annuncio del recente QEIII, che alcuni analisti hanno indicato come un inefficiente strumento contro la crisi. Gli indici statunitensi hanno chiuso contrastati, con il Nasdaq che ha sovraperformato rispetto agli altri principali indici guadagnando il +0.13%. Lo S&P 500 è rimasto invariato e ha chiuso a -0.01%, mentre il Dow Jones ha chiuso al ribasso, cedendo il -0.13%. I metalli preziosi da inizio seduta sono stati scambiati al ribasso, guidati dall’argento e dall’oro che cedono rispettivamente il -1.67% e il -0.73%. Il greggio WTI è scambiato anch’esso al ribasso, sulla scia delle minacce alla crescita globale, e cede il -0.57%.

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