01 Ottobre 2012: Il rapporto sull’occupazione

01 Ottobre 2012: Pillole dai mercati
Questa settimana sarà ricca di dati riguardanti l’occupazione, in arrivo sia dall’Eurozona che dagli Stati Uniti. Si prevede che la disoccupazione nell’Unione Europea raggiunga nuovi massimi, dal momento che la crisi del debito sovrano ha messo uno stop alle assunzioni e le misure di austerity mangiano via la capacità di spesa delle maggiori economie. La disoccupazione giovanile che tocca livelli record è un chiaro segnale dei problemi che stanno affrontando i governi di tutto il mondo, schiacciati tra una bassa crescita e un elevato tasso di disoccupazione. Le manifestazioni che si sono diffuse in tutti i paesi del Mediterraneo contro le misure di austerity e la mancanza di misure pro-crescita, aumenteranno sicuramente nel breve termine, dal momento che i governi sono alle prese con difficili tagli alla spesa pubblica.
Lo scopo del recente programma di QEIII è quello di stimolare l’occupazione e creare nuovi posti di lavoro all’interno dell’economia statunitense. Si prevede che i dati sui salariati extra agricoli, che lo scorso mese hanno deluso gli investitori, registreranno una crescita di 125.000 unità nel periodo di tempo che si conclude con la fine di settembre. Nonostante ciò, si prevede che il tasso di disoccupazione raggiungerà l’8.20%, dopo che lo scorso mese era sceso all’8.10%. Lo scorso mese i dati riguardanti le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione sono stati contrastanti, per questo, considerando l’indebolimento del settore manifatturiero e il calo degli ordinativi dei beni durevoli, si ha una visione limitata per quanto riguarda le previsioni degli ultimi dati sui salariati extra agricoli. La partecipazione del mercato del lavoro è scesa a minimi multi-decennali, che è compatibile con i recenti cali delle richieste continue dei sussidi di disoccupazione. I dati ADP, mentre sono stati considerati attendibili perché pubblicati dalla maggiore azienda privata di gestione dei salariati statunitensi, non sono risultati affidabili come indicatori dei dati riguardanti i salariati extra agricoli.
Con la Federal Reserve che sta mettendo al centro della sua politica il problema dell’occupazione, le aspettative sono che ulteriori misure di alleggerimento si tradurranno in investimenti aziendali a lungo termine e offriranno le condizioni ottimali per assunzioni prolungate. Tuttavia, gli ultimi due programmi hanno indicato che i ritorni marginali derivanti dai nuovi alleggerimenti monetari continuano a diminuire nel tempo. La Fed riuscirà con la sua politica mirata a ridurre la disoccupazione o fallirà nei suoi tentativi a causa della continua paura ed incertezza? Solo il tempo ci darà risposta.

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