08 Ottobre 2012: Pillole dai mercati

08 Ottobre 2012: Pillole dai mercati
Le conseguenze delle decisioni di politica monetaria della BCE e della Fed di settembre sono state un forte indebolimento dell’USD. La decisione della BCE di dare il via al progetto OMT ha dato una spinta all’appetito di rischio, che ha ridotto la richiesta di biglietto verde. Allo stesso tempo, l’annuncio della Fed dei QE con chiusura non prestabilita ha incrementato l’offerta. La rassicurazione di ieri da parte di “Super” Mario che la BCE sarebbe pronta a offrire delle basi efficaci grazie al piano OMT ha dato un’ulteriore spinta all’appetito di rischio e ha indebolito ulteriormente l’USD.
Sebbene prevediamo che un dollaro debole sarà uno dei temi principali legato al crollo fiscale di fine anno e del 2013, la crisi nell’Eurozona potrà quasi certamente essere la ragione su cui fare affidamento per fare retromarcia lungo la strada. I rendimenti spagnoli a 10 anni potranno mantenersi anche sotto la soglia del 6.00% ma sono ben al di sopra dei recenti minimi registrati vi è un rischio significativo per cui più tempo la Spagna aspetterà per richiedere il salvataggio, più elevati saranno i rendimenti. Visto che questa rappresenta una decisione politica scomoda, è possibile che il Primo Ministro Rajoy abbia bisogno di un altro attacco da parte dei mercati, che lo forzi a richiedere i fondi per il salvataggio. Per questo è possibile che la coppia EURUSD andrà incontro a nuovi ribassi a 30-45 giorni.
L’altra principale risorsa che potrà essere fonte di ribassi nell’EUR nelle prossime settimane è la Grecia. Il Primo Ministro Samaras venerdì mattina ha dichiarato che la Grecia può “andare avanti” solamente fino alla fine di novembre, se non verrà rilasciato un nuovo pacchetto di aiuti. Le misure di austerity stanno facendo precipitare la situazione, visto che la riscossione delle imposte è diminuita, l’occupazione in caduta libera e le aziende chiudono bottega. Al momento l’obiettivo del deficit è stato infranto dalla mancanza di performance positive e, secondo il giornale tedesco Spiegel, il deficit sarebbe pari a €20 miliardi, rispetto ai €12.5 previsti. Per questo motivo, la Grecia continua a rappresentare un grosso rischio di ribasso per l’EUR, nel medio e lungo termine.

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