22 Ottobre 2012: Pillole dai mercati

22 Ottobre 2012: Pillole dai mercati
Mercato europeo
Il sentimento di rischio sta lentamente andando a scemare ora che i dati sui guadagni hanno deluso i mercati e dopo che non sono emerse grandi novità dal summit UE conclusosi lo scorso venerdì. Venerdì l’indice Stoxx Europe 600 ha ritracciato dai massimi del giugno 2011. I leader europei dovranno mostrare più determinazione e volontà di azione verso un’unione bancaria al prossimo incontro di dicembre per garantirsi la fiducia degli investitori. Le borse sono state punite dai leader europei con tutti gli indici che hanno ceduto terreno nella giornata di venerdì. Il MIB italiano ha ceduto il 2%, mentre l’IBEX spagnolo ha segnato un calo del 2.31%. L’EURUSD è riuscito a malapena a chiudere sopra al livello dell’1.30 ma sembrerebbe questa mattina che la coppia stia cercando di ritracciare dai precedenti ribassi.
Mercato asiatico
I mercati asiatici hanno aperto in profondo rosso dopo che i dati statunitensi hanno rivelato dati contrastanti con un calo superiore al 10% y/y nelle esportazioni giapponesi di settembre. Dopo un iniziale calo di più dell’1.3% del Nikkei 225, i mercati in Asia si sono ripresi leggermente con il discorso del Governatore della BoJ Masaaki Shirakawa, nel quale ha promesso un continuo alleggerimento monetario. Attualmente il Nikkei 225 è scambiato in negativo solo dello 0.15%, mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong è riuscito a guadagnare lo 0.12%. Da tenere d’occhio nei prossimi giorni l’USDJPY, in quanto le prospettive di alleggerimento potrebbero spingere la coppia oltre al livello di resistenza di 80.
Mercato statunitense
I mercati americani sono andati incontro a nuovi cali lo scorso venerdì. Oltre ai guadagni peggiori delle aspettative, altre 2 banche sono state chiuse dalla Federal Deposit Insurance Corp, portando così il totale delle banche statunitensi chiuse a 46. Oggi più di 140 aziende pubblicheranno i dati sui profitti. Dopo che le più grandi aziende hanno continuato a superare le previsioni, resistendo alla crisi, sembra che i guadagni del Q3 non saranno stellari. Il DJ30 ha ceduto l’1.52%, lo S&P 500 ha perso l’1.66% e il Nasdaq ha sottoperformato cedendo il 2.19%. Con il calo dell’appetito di rischio c’è stato un contestuale aumento della domanda di asset rifugio, con il dollaro che ha guadagnato terreno e l’oro che è andato incontro ad un calo verso il livello di 1700.

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