Spread sotto i 300 bp – Dax sui massimi dell’anno

Prima seduta d’ottava che si è rivelata davvero molto interessante sotto diversi punti di vista: giornata partita decisamente col segno verde che vedeva stazionare i listini europei in netto rialzo, in prossimità dei massimi intraday, fino all’apertura di Ws. Da segnalare inoltre come durante la prima parte di seduta di ieri il future tedesco sia andato a registrare nuovi massimi annuali, superiori rispetto a quelli toccati lo scorso settembre, da cui però sono iniziate le normali prime prese di profitto. Dopo un Ism manifatturiero pubblicato alle ore 16.00 ben sotto le attese degli analisti è iniziata con più decisione la fase correttiva su tutti i listini europei che hanno chiuso la seduta comunque in territorio positivo ma ben lontani dai massimi intraday. Il future migliore è stato il nostro Ftsemib (+0.43%), a breve distanza troviamo Francoforte (+0.40%), Parigi (+0.26%) ed infine Londra (+0.08%). Unico future a chiudere in territorio negativo è stato l’Ibex spagnolo (-0.57%), ieri è stato dato il via libera alla prima tranche di aiuti per le banche iberiche pari a 39 miliardi di euro.

Degno di nota il movimento configuratosi ieri sul differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi che si è riportato intraday sotto i 300 bp., cifra psicologica sicuramente molto importante, livelli che non si registravano da oltre 8 mesi, definendo un minimo intraday a 282 bp. prima di rimbalzare e riportarsi in chiusura poco sopra la soglia psicologica dei 300 punti. Questo forte ribasso dello spread ha ovviamente spinto al rialzo il settore bancario, ecco spiegato il perchè della maggior forza relativa registrata ieri sul Ftsemib, sopratuttto durante la prima parte di giornata, rispetto agli altri futures europei. Discesa che ha sostenuto con forza anche la moneta unica che nonostante lo storno dei futures durante il pomeriggio non ne ha minimamente risentito mantenendo area 1.3150 nei confronti del dollaro americano.

Ws ieri dopo una lunga serie di chiusura in verde, registra la prima correzione, dopo che lo S&P500 pochi minuti prima dell’apertura dei mercati aveva definito nuovi massimi di periodo a 1423 punti, chiudendo sui minimi di giornata. L’indice peggiore è stato proprio lo S&P500 (-0.47%), a seguire DJ (-0.46%) ed infine il Nasdaq (-0.27%).

Tornando a Piazza Affari ieri boom di Mediaset che chiude in fortissimo rialzo con un guadagno di quasi otto punti percentuali (+7.80%), a seguire troviamo quattro titoli proprio del comparto bancario; si tratta di Unicredit (+3.18%), Ubi Banca ed Intesa entrambe in rialzo del 2.40% ed infine Popolare di Milano (+2.39%). In rosso, peggior titolo di giornata Stm (-1.76%), Atlantia e Buzzi Unicem che registrano un -0.69%, leggera correzione per A2a (-0.43%) dopo i rialzi delle precedenti giornate ed infine Diasorin (-0.25%).

Per la giornata odierna da segnalare in Europa alle ore 9 l’inizio dell’Ecofin. Sul fronte macro da seguire alle ore 10.30 il dato Pmi sulle costruzioni del Regno Unito e mezz’ora più tardi l’indice dei prezzi alla produzione europeo rivisto in calo rispetto alla precedente rilevazione. Da Ws unico dato in pubblicazione oggi sarà l’indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nella maggiori catene Usa. A Piazza Affari sotto la lente Fiat Auto dopo che ieri sono stati pubblicati i dati sulle immatricolazioni che hanno registrato una flessione del 20.1%, mentre il Lingotto ha registrato un calo inferiore del 16.6%.

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Analisi dei mercati – 29 Novembre 2012

Mercati europei in pillole
L’Unione Europea non è riuscita a giungere ad un accordo la scorsa settimana sul budget, comportando così che non ci sarà occasione di considerare il budget per i prossimi cinque anni fino all’inizio del 2013. La notizia principale riguarda però l’ultimo accordo raggiunto per il salvataggio greco. Anche se i dettagli dell’accordo non sono stati completamente divulgati, il prestito dovrebbe essere consegnato nelle mani di Atene a dicembre e in altre tre tranche separata nel primo trimestre del 2013, con lo scopo di ridurre i tassi di interesse. Ancora è difficile da dire se questo sarà sufficiente per evitare un nuovo taglio del debito greco esistente. Il Portogallo sta andando incontro a delle difficoltà, con il numero di scontrini fiscali in calo e un aumento delle spese. L’Euro ha ritracciato dai precedenti massimi questa settimana nei confronti del dollaro, con l’azionario e le valute che guadagnano terreno in seguito alle debolezze dei mercati del credito.
Mercati asiatici in pillole
La scorsa settimana la principale notizia dall’Asia è stata incentrata sulla prima espansione del PMI manifatturiero cinese dell’ultimo anno, con lo Shanghai composito che è sceso ai minimi di 4 anni. L’economia cinese sembra a prima vista procedere bene con una stima di 1.1 milioni di posti di lavoro creati ogni mese secondo i dati ufficiali, ma i mercati azionari sembrano suggerire un diverso scenario. In Giappone, i mercati azionari stanno ritracciando i guadagni della scorsa settimana, con la fiscal cliff che continua a creare un clima di forte incertezza per gli asset rischiosi. Lo yen si è portato ai massimi di una settimana nei confronti del dollaro dopo che il rischio percepito dall’America porta ad una avversione al rischio. Il dollaro australiano rimane scambiato al ribasso in attesa dei dati sugli investimenti delle aziende che verranno pubblicati domani.
Mercato americano in pillole
La notizia del miglioramento del settore abitativo ha dominato il flusso di notizie della scorsa settimana e mezzo, con l’aumento dei prezzi delle abitazioni e delle vendite che continua a contribuire alla difficile ripesa americana. Gli ulteriori dati dal settore delle abitazioni che verranno pubblicati questa settimana potrebbero confermare che la stabilizzazione del mercato immobiliare potrebbe essere più solida di quanto inizialmente previsto. Ciononostante, la risoluzione della questione fiscale sembra essere lontana, con le preoccupazioni per il deficit del budget che pesano sul Congresso nella seduta dell’anatra zoppa. La “fiscal cliff” ha avuto un impatto sui mercati globali questa settimana in quanto i passi in avanti sono stati limitati, con i tagli automatici alla spesa che si avvicinano rapidamente. I dati economici del Black Friday rivelano che le vendite sono state deludenti, con un calo del 2% anno su anno e i consumatori che spendono meno e i tassi dei depositi che aumentano

 

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Analisi dei mercati – 28 Novembre 2012

Giornata contrastata sui mercati europei quella a cui abbiamo assistito ieri che non ha evidenziato una particolare direzionalità. Da un lato difatti troviamo in rosso i paesi periferici ovvero Piazza Affari e Madrid con cali a fine giornata rispettivamente dello 0.26% e  dello 0.14%. In positivo gli altri listini europei, la più brillante come già accaduto alla vigilia è stata Francoforte (+0.55%), a seguire Londra (+0.22%), solo un frazionale rialzo per Parigi che sale dello 0.03%. Potremmo dunque definirla una seduta di riflessione quella degli investitori del Vecchio Continente che attendono nuove notizie per prendere una direzione più chiara. Quello che sicuramente fa riflettere è che, nonostante la revisione al ribasso sulle stime di crescita dell’Eurozona annunciate dall’Ocse, ieri sono stati pubbicati tre differenti dati macoreconomici provenienti da Ws, tutti superiori alle attese degli analisti, tuttavia non in grado di trascinare al rialzo i mercati.

La borsa americana nonostante questi positivi dati ha addirittura chiuso in negativo, ribassi iniziati nella seconda parte di seduta dopo che un senatore del Congresso ha dichiarato che l’accordo tra le due parti in merito al Fiscal Cliff è ancora piuttosto lontano. Questa notizia ha ovviamente generato le prime vendite a Ws, che già da un punto di vista tecnico si trovava su importanti livelli di resistenza ed in forte ipercomprato. Troviamo così a fine giornata il DJ a -0.69%, a seguire S&P500 (-0.52%) ed infine il Nasdaq (-0.30%).

Torna ad indebolirsi la moneta unica rispetto a tutti i principali cross valutari, eurusd si riporta in prossimità di area 1.29. Lo spread tra Btp e Bund rimane tuttavia stabile rispetto alla vigilia a 330 bp., nonostante un ritorno degli acquisti sull’obbligazionario tedesco durante la seconda parte di seduta.

Tornando a Piazza Affari ieri la maglia nera di giornata spetta a Telecom Italia (-3.23%), decisamente il peggior titolo del nostro listino, prosegue il periodo di debolezza per Exor (-1.66%), prese di beneficio anche su Mediaset (-1.47%) dopo il “rally” di breve delle ultime sedute, in rosso anche Prysmian (-1.38%) ed infine Autogrill (-1.22%). In controtendenza con l’andamento del nostro listino principale troviamo Stm (+2.14%), miglior titolo del Ftsemib, a seguire Finmeccanica (+1.88%), A2a (+1.60%), Lottomatica (+1.42%) ed infine Campari (+0.79%).

Per la giornata odierna dovremo seguire in primis come i mercati reagiranno alla dichiarazione di ieri del senatore americano in merito alla situazione controversa del Fiscal Cliff. Dal punto di vista macroeconomico dovremo seguire durante il pomeriggio la pubblicazione, alle ore 16.00, del dato relativo alle vendite di nuove case, previste in frazionale diminuzione e come ogni mercoledì alle ore 16.30 verranno pubblicate le scorte settimanali di petrolio, previsioni che stimano un aumento a 0.5M di barili. Attenzione inoltre in serata, alle ore 20.00, alla pubblicazione del Beige Book, il rapporto mensile relativo alla situazione economica degli Usa. A Piazza Affari dovremo seguire in mattinata l’esito dell’asta dei titoli di stato, Bot, con scadenza a sei mesi.

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Analisi mercato del 16 Novembre 2012

CAMBIO EURO/DOLLARO

Il cambio euro/dollaro mostra una quotazione di 1,2758 a pochi minuti dall’apertura delle borse europee. Negli ultimi tre giorni è avvenuto un interessante pullback da area 1,2660 a 1,28, ovvero il top di ieri, per una performance dell’1,1%. Tuttavia, il trend principale di breve-medio periodo resta ribassista, per cui è probabile che nei prossimi giorni possa avvenire un nuovo movimento bearish verso 1,2650 prima e 1,26 poi.

Ad ogni modo quest’ultima seduta della settimana potrebbe chiudersi con un nuovo rialzo del cambio, che potrebbe andare a testare area 1,28 per tentare un ulteriore allungo verso 1,2830-50. Sarà fondamentale, però, la tenuta di area 1,2750-45, altrimenti il trend ribassista potrebbe ripristinarsi già oggi. Non sono attesi oggi market mover rilevanti né in Europa né negli Stati Uniti.

BORSE DEBOLI MA PIAZZA AFFARI TIENE

Giornata caratterizzata ancora da vendite su tutte le principali piazze finanziarie europee ed americane anche se la percentuale di ribassi è stata tuttavia abbastanza contenuta: va infatti sottolineato come soprattutto nella giornata di ieri le vendite siano state piuttosto limitate, abbiamo avuto su qualche indice il ritest dei minimi della vigilia, ma a fine giornata la chiusura non si è discostata di molto dalla precedente. Riteniamo che se tali livelli riusciranno a supportare il mercato anche nelle prossime ore potrà andare a configurarsi una base di consolidamento da cui successivamente ripartire la prossima ottava. Anche da un’analisi del Vix, indice che misura la volatilità sui mercati americani, registriamo sì un aumento, ma comunque piuttosto contenuto che evidenzia sicuramente un aumento a seguito della tendenza ribassista delle ultime sedute senza tuttavia registrare picchi preoccupanti. Da sottolineare altresì come la giornata di ieri abbia registrato la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici veramente disastrosi, sussidi di disoccupazione mai così alti da 18 mesi a questa parte e indice di Philadelphia in decisa contrazione rispetto alla attese degli analisti, ma nonostante ciò i ribassi sono stati piuttosto ridotti. In Europa la borsa migliore è stata Madrid che in controtendenza sale dello 0.29%, a seguire troviamo Piazza Affari e Parigi che terminano la seduta entrambe con un ribasso dello 0.52%, Londra (-0.77%) ed infine Francoforte (-0.82%).

A Ws come accennavamo in precedenza dopo una partenza debole i listini americani hanno limitato le perdite nella seconda parte di seduta: l’indice tecnologico chiude con un ribasso dello 0.35%, a seguire DJ (-0.23%) e S&P500 (-0.16%). Prosegue il rialzo dell’euro che nei confronti del dollaro americano torna a rivedere area 1.28; da sottolineare sul mercato valutario soprattutto la debolezza dello yen, molto debole sia nei confronti del dollaro americano, dove abbiamo inoltre raggiunto importanti resistenze, che rispetto all’euro.

Tornando a Piazza Affari dopo il rialzo della vigilia tornano i venditori sul titolo A2a che risulta il peggiore di giornata con un ribasso del 4.24%. Molto male anche Saipem che, dopo aver violato i supporti chiave, registra un forte storno e chiude in rosso di oltre quattro punti. Proseguono le vendite sul titolo Campari (-3.85%) che sembra aver perso la brillantezza delle scorse settimane, male anche Autogrill (-3.42%) e Mediaset (-2.67%). In verde, miglior titolo di giornata, troviamo Impregilo (+2.11%), a seguire Fiat Auto (+1.32%), Unicredit che sale quasi di un punto, infine Mps (+0.65%) e Luxottica (+0.54%).

Per la giornata odierna dal punto di vista macroeconomico a Ws troviamo in agenda il dato relativo ai flussi netti di capitali esteri e ancora più importante alle ore 15.15 sarà il dato relativo alla produzione industriale prevista in contrazione allo 0.2% rispetto all’ultima rilevazione. In Europa in mattinata verranno diffusi i dati relativi alla bilancia commerciale italiana ed europea. Da seguire anche il titolo Fiat Auto in seguito alla pubblicazione dei dati relativi alle immatricolazioni in Europa.

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TIMORI E INCERTEZZE PREVALGONO

La sensazione che prevale negli ultimi giorni sui mercati finanziari è quella dell’incertezza, dei timori per la risoluzione del Fiscal Cliff, dove saranno necessarie ancora parecchie settimane di lavoro prima di giungere ad un accordo finale e l’annosa situazione greca, per quanto riguarda l’Europa, che non sembra mai trovare fine. Entrambi circostanze che non possono certo portare il sereno sui mercati finanziari e ne stiamo avendo testimonianza proprio negli ultimi giorni. Inoltre è molto evidente come i mercati Usa e in primis il settore bancario, abbiano risentito negativamente della rielezione di Obama a causa delle manovre politiche che porterà avanti nei prossimi quattro anni, non certamente favorevoli ai colossi bancari americani che si auguravano una elezione del repubblicano Mitt Romney in modo da poter accedere a regole meno rigide.

Così ieri abbiamo assistito a nuove vendite sia in Europa che a Ws: il nostro future insieme a Madrid è stato quello che è riuscito tuttavia a limitare maggiormente le perdite registrando a fine giornata un -0.52%, ancora meglio la borsa spagnola che cede solamente lo 0.27%. Più pesanti le performance delle altre borse del Vecchio Continente: Parigi cede lo 0.89%, Francoforte (-0.94%) ed infine Londra, maglia nera di giornata, chiude con un -1.11%.

Wall Street dopo che alla vigilia aveva registrato un forte rimbalzo, di oltre venti punti, rispetto ai minimi intraday riportando lo S&P500 a 1385 punti non riesce a dar seguito al rialzo e, dopo un ritest dei minimi di periodo in area 1363, registra una violazione dell’importante area supportiva generando un nuovo spike ribassista che porta a definire il future americano nuovi minimi a 1349 punti. WS termina così un’altra seduta davvero molto negativa, con chiusura davvero prossima ai minimi intraday, il future peggiore è il DJ (-1.45%), a seguire S&P500 (-1.39%) ed infine il Nasdaq (-1.29%).

Comportamento piuttosto anomalo da parte dell’euro che non segue minimamente l’andamento negativo dei mercati, viene assolutamente meno la correlazione di solito presente tra mercati e moneta unica, registrando un recupero rispetto a tutti i principali cross valutari, definendo nei confronti della moneta americana un massimo intraday a 1.2777.

Tornando a Piazza Affari ieri forte recupero per A2a (+4.06%) dopo il ribasso della vigilia ritrova un’ottima spinta rialzista guadagnando oltre quattro punti, a seguire bene anche Enel (+2.18%) all’indomani della pubblicazione dei conti trimestrali, positiva anche Stm (+1.55%), Terna (+1.32%) e Snam (+1.26%).

Tra i titoli in negativo sul fondo del listino troviamo ancora una volta la banca senese Mps (-5.14%) che si riporta così in area 0.20, male anche Popolare di Milano (-3.38%) e Bper (-3.10%). Negativa ancora una volta la performance di Mediaset (-2.90%) non sono ovviamente piaciuti agli analisti i conti della società, ribasso anche per Saipem (-2.88%).

Per la giornata odierna dal punto di vista macroeconomico in mattina dovremo seguire la diffusione del dato preliminare sul pil italiano alle ore 10.00, mezz’ora più tardi sarà la volta delle vendite al dettaglio del Regno Unito, previste in contrazione rispetto all’ultima rilevazione e alle ore 11.00 verrà diffuso l’indice dei prezzi al consumo europeo. Medesimo dato che troviamo in agenda alle 14.30 a Ws, dove verranno anche rilasciati i dati relativi ai sussidi di disoccupazione rivisti in decisa salita. Alle ore 16.00 sarà la volta dell’indice manifatturiero di Philadelphia ed eccezionalmente questa settimana le scorte settimanali di petrolio verranno rilasciate nella giornata odierna alle ore 17.00.

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